Capitolo 2. La riunione

Ore 10:00 14 Giugno 2011 Bologna

Questo è un cretino, Mariangela si era ripetuta mentalmente quella frase decine di volte nell’ultima ora, ma la realtà dei fatti sembrava darle palesemente ragione.
Il cosiddetto consulente “esterno” si era dimostrato peggio del previsto: un tizio occhialuto dall’aspetto decisamente ordinario, alto e dinoccolato.
Ma la cosa veramente irritante era l’atteggiamento; non si era nemmeno presentato, se non con un laconico “Salve” per sedersi poi in una poltrona a fianco a quella del capo.
-Bene signori, il signor Neri è un esperto in ottimizzazione  dei processi lavorativi ed qui per darci una mano. Per cui adesso desidero che in successione descriviate la nostra ditta nei minimi dettagli.
E loro nei sessanta minuti successivi lo avevano fatto.

Nella sala riunioni la tensione era palpabile a tal punto da consolidarsi in una cappa di caldo oppressivo; l’aria condizionata era certamente accesa, ma nella stanza non sembrava sortire alcun effetto.
Pagato per dormire e non dire un accidente, Mariangela ancora non si capacitava di come ci si fosse potuti rivolgere a un tale cretino. A me hanno negato l’aumento, mentre questo si siede, poggia la mano sotto il mento, chiude gli occhi, si assopisce e noi lo compensiamo pure.
Anche Marni, capo dell’ufficio acquisti, era decisamente irritato e non faceva nulla per nasconderlo dall’alto dei suoi trent’anni di permanenza nella ditta. Sembrava guardare quel nuovo venuto quasi i suoi occhi fossero capaci di appiccare incendi a comando.
-Allora signor Neri cosa ne pensa fino a adesso?
La voce del capo sembrò spezzare una sorta di incantesimo e riportare il consulente alla realtà: alzò i gomiti dal tavolo, raddrizzò la schiena e, sempre tenendo le palpebre abbassate, cominciò a parlare: -Una idea base me la sono fatta e consiglio i capo-reparto, qui presenti, di prendere appunti perché ho parecchio da dire.

-Direi che possiamo aggiornarci e meditare nel contempo sugli ottimi spunti che ci sono stati forniti. Signori potete andare.
La riunione era finita con un rumore strascicato di sedie spostate e di passi sommessi uniti a un silenzio basito.
Mariangela ancora non si capacitava: quello spilungone aveva parlato per due ore filate senza mai fermarsi, cogliendo le criticità dei vari settori e fornendo nel contempo soluzioni semplici e efficaci.
Questo qui ci ha fatto passare per un branco di imbecilli, Mariangela raccolse i fogli che aveva davanti con stizza e solo allora si accorse che nella sala riunioni era rimasta solo lei assieme a Neri.
Quest’ultimo aveva finalmente aperto le palpebre e la fissava con una espressione neutra.
-Tenere gli occhi chiusi mi aiuta a concentrarmi.
-Prego?
-Ho detto che con gli occhi chiusi la mia concentrazione aumenta, pensavo che volesse saperlo.
Mariangela era troppo sbigottita per rispondere, ma si accorse che Neri non aveva finito affatto.
-E poi mi piace da matti fare le mie relazioni e vedere per prima cosa l’espressione della gente al comprendere che il cretino nella stanza non sono io.

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Pubblicato il 14 settembre 2011, in Blog Novel: Lo sguardo del cretino con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. due filate -> due ore filate

    Ti stai divertendo come un caimano in centro a Bologna, voglio vedere dove vai a parare. Quante ‘puntate’ hai previsto?

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