Recensione: Tron (1982)

Sinossi: Kevin Flynn è un giovane e geniale programmatore in lotta contro una multinazionale informatica la Encom e in particolare con un suo dirigente Dillinger, reo di aver sottratto dei suoi brevetti per accaparrarsene i meriti.
Flynn sarà costretto per cercare prove del misfatto a entrare nel cervellone della società (MCP, Master Control Program), in senso letterale.

Commento: Spesso per guardare il proprio presente e il proprio futuro con maggiore consapevolezza, è necessario (anzi doveroso) voltarsi indietro osservando cosa ci ha preceduto.
Ci sarebbe mai stato un film come Matrix, se prima non ci fosse stato Tron? Forse no.
E’ il 1982 e la realtà virtuale è stata solo abbozzata e teorizzata; il movimento “cyberpunk” sta per esplodere nell’allora immaginario fantascientifico.
Tron uscì in quell’epoca ed è straordinario come ancora oggi rimanga attualissimo e visivamente accattivante, nonostante gli anni passati, con un gusto adesso retrò, ma per i tempi avveniristico.
Da riscoprire assolutamente.

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Pubblicato il 14 settembre 2011, in Recensioni cinematografiche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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