Capitolo 3. Giungla

Ore 10:00 14 Giugno 4150, Pianura Padana

Il caldo era un’entità palpabile, concreta nell’umidità nebulizzata simile a un velo d’acqua.
Eric continuò a farsi strada nella fitta vegetazione, senza produrre il minimo rumore; passi decisi, lenti e cadenzati in linea retta.
-Esploratore due, qui controllo, situazione?
L’uomo arrestò la sua avanzata senza smettere di guardarsi attorno.
-Nessuna traccia di presenza umana per ora, solo quelle fresche del passaggio di un grosso animale. Istruzioni?
La voce nell’auricolare tacque per qualche istante prima di rispondere.
-Procedi dietro la pista dell’animale.
-Controllo, qui esploratore due, ricevuto.
Eric riprese la marcia seguendo l’evidente varco nell’erba alta; pur essendo giorno fatto la luce filtrava a malapena tra gli alberi e il fogliame: la giungla era una perfetta serra verde.
La camminata continuò per parecchi minuti fino all’aprirsi di uno spiazzo, un piccolo squarcio offerto dalla natura a quel labirinto di vegetazione; al suo interno una gigantesca fiera era accovacciata, intenta a sbranare una preda.
L’uomo guardò la bestia retaggio dei suoi libri di scuola di bambino: un felino lungo circa tre metri, dal pelo rossiccio e del peso approssimativo di quattrocento chili. Due lunghe zanne gemelle fuoriuscivano dalla parte superiore della bocca come chiaro segno distintivo.
Uno Smilodonte, più volgarmente detto tigre dai denti a sciabola.
Eric passò meccanicamente la sua pistola mitragliatrice MP5 dalla modalità colpo singolo a quella raffica corta, imbracciando nel contempo meglio l’arma.
Lo scrocchio del selettore attirò l’attenzione della bestia che si girò con uno scatto verso la fonte improvvisa di rumore: due occhi gialli si fissarono in quelli dell’uomo carichi di una furia atavica.
Per un paio di secondi il tempo parve congelarsi in un nulla di fatto, in una stasi che niente sembrava rompere, in un silenzio carico di tensione.
Il boato del ruggito e dell’esplodere dei colpi furono quasi contemporanei; i proiettili 9 mm Parabellum falciarono lo Smilodonte senza possibilità di scampo.
L’umidità della giungla si tinse di rosso del sangue dell’animale agonizzante, mentre la carcassa crollava a terra con un tonfo.
-Esploratore due che succede? Abbiamo sentito dei colpi.
-Controllo non ci crederete mai.

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Pubblicato il 21 settembre 2011, in Blog Novel: Lo sguardo del cretino con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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