Capitolo 4. Colloqui

Ore 10:00 15 Giugno 2011 Da qualche parte

-Allora?
L’uomo sulla sessantina distolse l’attenzione dalla pila di documenti sparsi sulla scrivania in una cacofonia visiva di cifre, grafici, equazioni. La giovane donna fissò per meno di un secondo quegli occhi grigi prima di abbassare lo sguardo e arrossire leggermente.
-Abbiamo ricontrollato tutto decine di volte. Nessun guasto all’hardware né al software.
-Eppure capisci anche tu che c’è qualcosa che non va.
La donna chinò la testa ancora di più, nel contempo avvampando in maniera palese.
-Non lo posso negare.
L’uomo si appoggiò allo schienale della poltrona e chiuse gli occhi.
-Procedi con il terzo tentativo, intanto io ho fatto chiamare quella persona.
La donna rispose, ma la sua voce passò da pacata a concitata: -Ritieni sia proprio necessario coinvolgere un esterno?
Le palpebre si sollevarono di scatto rivelando due tizzoni grigi, che interruppero ulteriori repliche.
-Si.

Ore 10:00 15 Giugno 2011  Bologna

L’ufficio era situato all’ultimo piano di un anonimo palazzo del centro storico; imboscato in una traversa di una traversa, il classico posto che sai che è lì altrimenti non esiste per nessuno.
Sulla porta di vetro zigrinato dell’ingresso la semplice scritta nera “S. d. C. Consulenze” priva di qualsiasi logo.
L’uomo varcò la soglia e si ritrovò in un piccolo ufficio alquanto scarno: solo una scrivania, una libreria e due poltrone.
-Il signor Neri?
L’uomo sulla trentina con gli occhiali fece cenno di sedersi al nuovo venuto; questi si accomodò e cominciò a parlare: -Signor Neri lei mi è stato caldamente raccomandato, ma una cosa gliela devo chiedere: cosa significa quella sigla sulla porta?
-Il nome della ditta? Sono le iniziali delle parole “Sguardo del cretino”.
-Prego?
Luca Neri si limitò a sorridere e a ripetere il medesimo discorsetto come faceva ogni volta con un cliente nuovo.
-Se ci pensa è esattamente quello faccio: entro in una azienda non conoscendo nulla di essa, ma con lo sguardo dello stupido estraneo ne vedo i difetti e la ottimizzo.
Lo sconosciuto era visibilmente perplesso.
-Capisco la sua diffidenza iniziale, ma la invito a riflettere su un paio di questioni: in primo luogo io non mi faccio pubblicità in nessun modo, vivo del passaparola dei clienti soddisfatti.
Neri fece una pausa a effetto senza smettere di sorridere.
-In secondo luogo, costo caro, ma valgo ogni singolo soldo speso.
Questo non è solo cretino, ma è pure di una arroganza spaventosa, non poté fare a meno di pensare il nuovo venuto prima di rispondere: -Si è spiegato benissimo. Ma adesso devo chiederle una seconda cosa prima di entrare nel vivo.
Il potenziale cliente si fece estremamente serio.
-Lei ha mai lavorato per un ente governativo?

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Pubblicato il 28 settembre 2011, in Blog Novel: Lo sguardo del cretino con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Rieccomi, ho letto i quattro capitoli e devo dire che mi sono piaciuti. In particolare il primo e il secondo. Anche il finale di questo quarto lascia presagire bene per il futuro. 🙂

    Ti voglio fare un appunto su questo capitolo: “pila di documenti sparsi sulla scrivania in una cacofonia di cifre, grafici, equazioni.” Non capisco la scelta della parola “cacofonia”, visto che riguarda la sfera uditiva e qui non mi sembra esserci una descrizione sonora. Ma magari ho inteso male la situazione che volevi far emergere…

    Ciao,
    Gianluca

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