Recensione: La notte dei morti viventi (1968)

Sinossi: Un gruppo di persone di varie estrazioni sociali e razze è costretto a asserragliarsi in una sperduta casa di campagna; fuori decine di individui premono per entrare: vogliono la loro carne umana. Sono i morti viventi.

Commento: Si può parlare di una icona del cinema horror (e del cinema in generale) senza scadere nel già detto centinaia di volte e nell’ovvio? Ci si può provare armati di sana umiltà.
Non voglio parlare della sottesa critica alla società e alla provincia americana (lo hanno fatto altri più titolati di me), ma di due altri elementi particolarmente interessanti.
Innanzitutto il protagonista della vicenda, l’eroe insomma, è un uomo di colore; non dimentichiamoci che “La notte dei morti viventi” è un film del 1968 e non devo ricordare a nessuno quale fosse allora il clima negli Stati Uniti per le minoranze di colore.
Una scelta coraggiosa, per certi versi innovativa.
Altra particolarità  è data dalla psicologia dei personaggi e dalla loro reazione alla paura: c’è chi si paralizza cadendo in uno stato quasi catatonico, c’è chi tira fuori le meschinità represse da una vita, c’è chi cerca mantenere l’equilibrio quasi disumanizzandosi.
Oscar Wilde amava dire che l’uomo mente sempre (spesso anche a se stesso) e solo dietro una maschera sa dire la verità.
Romero invece sembra dirci che la paura sa fare altrettanto, anzi è la maschera definitiva: ci mostra per quello che siamo quando le convenzioni sociali crollano polverizzandosi.

Giudizio finale: Consigliatissimo. Non solo perché è una icona del cinema horror, ma perché è un gran bel film.

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Pubblicato il 24 ottobre 2011, in Recensioni cinematografiche con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Recensione Bonsai, come ho scritto altrove 🙂
    Però, ecco, non trovi che la paura sia un sentimento privo di ipocrisie? Quindi, più che maschera, direi che la paura ci priva delle maschere, tira fuori il peggio, ma anche il meglio da ognuno di noi. I personaggi di Romero non fanno eccezione in fondo…
    😉

    • Più che maschera forse sarebbe meglio dire alibi per dare il peggio nel caso dei meschini, degli insicuri. Per fortuna allo ying compare sempre opposto uno yang contrario che equilibra il caos (o che cerca di farlo).
      In fondo l’uomo è questo 😉

  2. Grande film….me lo ricordo bene nelle calde estati Bolognesi di 20 anni fa, quando Zio Tibia era ancora vivo in TV!!!

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