Capitolo 9. Matrix docet.

Ore 13:00 16 Giugno 2011 Da qualche parte

-Assolutamente no.
-Guarda che la mia non era una richiesta.
Wheltz guardò negli occhi colui che aveva osato protestare: un uomo sulla quarantina, rasato a zero; non particolarmente alto (un metro e settanta scarso), ma dal fisico imponente, gonfio e massiccio, chiaro segno degli allenamenti da body-builder.
-Abbiamo tentato ogni strada. Continuò Wheltz senza battere ciglio e con tono duro. -Abbiamo escluso un problema all’hardware e il software senza problemi. Per quanto riguarda eventuali virus, sappiamo entrambi che il nostro sistema è incompatibile con quelli esterni.
-Ma far compiere un viaggio a un estraneo, mi sembra una scelta inconcepibile.
L’uomo provò a obbiettare ancora una volta, ma pareva aver perso mordente.
Wheltz si limitò a annuire.
-Normalmente sarei d’accordo con te. Tuttavia siamo stati noi a chiamare qui il signor Neri e queste sono le sue richieste.
Anne guardò il capo della sezione informatica abbassare lo sguardo e annuire di rimando.
-Bene. Vorrei allora che spiegassi tutte le procedure al nostro ospite e gli facessi fare un viaggio.
L’uomo si avvicinò al consulente e allungò la mano presentandosi: -Dottor Remo Renzi. Sarò il suo operatore di controllo durante il viaggio.
Neri strinse stancamente la mano ripetendo meccanicamente il suo nome e aggiungendo: -Cosa dovrei fare a questo punto?
Renzi non si scompose e indicò un parallelepipedo poco lontano da lui.
-Questa è una vasca virtuale.
Neri osservò il costrutto mentre l’altro parlava: era saldato al suolo, lungo poco più di due metri, largo e alto uno; parecchie tubazioni fuoriuscivano dalle sue estremità e finivano nel pavimento.
Quasi un enorme ragno metallico.
-Una volta che sarà entrato, le verrà fornito un respiratore e sarà blandamente sedato. A quel punto l’involucro interno verrà colmato di un liquido psico-reattivo e neurotrasmettitore che le permetterà di speriemtare gli impulsi provenienti dal computer…
Matrix docet.
-Prego?
-Come il film Matrix. Realtà virtuale indistinguibile dalla normale.
Renzi era interdetto dall’essere stato interrotto e non lo nascose.
-Si. Più o meno.
A questo Neri si riscosse e, con un movimento convulso, estrasse dalla giacca un block-notes e una penna.
Scrisse rapidamente qualcosa e passò il foglietto a Renzi.
-Il professor Wheltz mi ha accennato che gli altri viaggi si sono svolti in uno stesso giorno di un lontano futuro.
-Esattamente il 14 giugno 4150.
-Bene. Quella è la data e il luogo del futuro in cui vorrei essere mandato.
Renzi lesse velocemente e si irrigidì.
-Ma è sicuro?
-Certamente. Ma prima vorrei visionare i curricula di coloro che mi hanno preceduto.
Mentre i due parlavano Anne si mosse alle spalle di Renzi e sbirciò la scritta sul figlietto.
Questo è cretino, il pensiero si fece strada per l’ennesima volta nella testa della donna dopo aver letto la data sul pezzo di carta.
Alzò lo sguardo e lo fissò in quello di Neri sperando di intravedere scherno o tracce di burla.
Non ne trovò.

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Pubblicato il 3 novembre 2011 su Blog Novel: Lo sguardo del cretino. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Uff, voglio sapere che data ha scritto! 😀

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