Questa pazza editoria italiana.

Il mio di oggi vuole essere un post volutamente polemico e spero foriero di un qualche spunto per qualcuno (anche se devo ammettere che la miopia mentale di molti addetti ai lavori non è facilmente curabile).
Grazie a alcuni interventi su Facebook di alcuni amici ho appreso mio malgrado che due case editrici che nel passato mi avevano dato alcune soddisfazioni stanno compiendo scelte a mio avviso suicide o estremamente opinabili.
Ma veniamo con ordine:
1)Partiamo con la Delos Books, che ha deciso di acquistare sul mercato americano e di pubblicare penso i più brutti romanzi sugli Zombie disponibili. Non voglio qui parlare di gusti né entrare nel merito del singolo autore, ma ho la fortissima sensazione che le scelte di acquisto delle case editrici siano dettate da motivazioni poco centrate sulla effettiva “pubblicabilità” o “vendibilità” sul territorio italiano. Ritengo, e non sono l’unico, che i reputati a scegliere i romanzi non siano veramente addentro al genere e non lo conoscano affatto, o che (peggio del peggio) antepongano scelte puramente commerciali a una scelta oculata.
Mi spiego meglio, ho la percezione che si cerchi di rastrellare sul mercato “U.S.A. “ romanzi a poco prezzo per spacciarli poi da noi come capolavori (“che tanto il genere adesso tira e si vendono”). Questo purtroppo è un ragionamento fatto da moltissime case editrici e ne è un chiaro esempio l’invasione dei romanzi sui vampiri presenti nelle librerie del nostro bel paese; un terremoto di ciarpame vario di cui fondamentalmente non si sentiva veramente il bisogno.
2)Dalla Gargoyle Books, casa editrice che si è sempre distinta per una qualità indiscutibile delle sue pubblicazioni (sia nella uscite, sia nella veste, sia nei materiali) sono filtrate alcune indiscrezioni secondo cui non vorrebbero più pubblicare scrittori horror italiani in quanto accusati dai distributori di non vendere. A onor del vero c’è da dire che la Gargoyle si è affrettata a smentire l’accaduto (questo è il link del loro comunicato: http://www.gargoylebooks.it/site/content/nuovo-corso-gargoyle), anche se si intravvedono tra le righe alcune affermazioni particolarmente sibilline e stranamente interpretabili. Vedremo nei prossimi mesi quale sarà l’evoluzione dei fatti.
Certo è che se fosse vera l’indiscrezione ci troveremmo di fronte a una situazione paradossale: ossia è il distributore a decidere quello che il lettore deve vedere e acquistare sugli scaffali.
Mi spiace, ma questa risulterà (e sta già risultando) una scelta suicida.
Non mi nascondo dietro a un dito e certamente il settore dell’editoria sta vivendo un momento di sofferenza profondo, sia perché purtroppo in Italia si legge poco sia perché la concorrenza è spietata.
Quello che mi sconcerta è la risposta (o meglio la ricerca del colpevole) data a questa situazione. Tutta colpa degli autori italiani poco vendibili, non abbastanza bravi.
E’ questa la verità? Non lo penso assolutamente. Come al solito in Italia siamo bravissimi a dare facili colpe senza guardare le responsibilità effettive di ognuno.
Forse invece è stata fatta una politica dei prezzi al rialzo eccessiva?
O forse coloro che hanno fatto le scelte di pubblicazione hanno promosso libri di scarsa qualità, non capendo una Acca della letteratura di genere e generando una valanga di “monnezza” letteraria?
Forse la scarsa promozione dei nostri autori (salvo rari casi) soffre con la dominanza degli stranieri?
Non lo so, a differenza di alcuni non possiedo la verità in tasca né certezze assolute.
Una cosa però la capisco ed è la seguente: una schifezza rimarrà sempre tale, anche se la infiocchetti per bene, e che, se mi freghi una volta, non ti permetterò di farlo una seconda.
Purtroppo l’infamia dura sempre un po’ più a lungo.
Claro?

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Pubblicato il 7 novembre 2011, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Sulla Delos la cosa mi tange poco. Nel senso, mi dà fastidio il fenomeno vampiri amorevoli, e anche sugli zombie innamorati che arriveranno a breve mi sono già espresso sul mio blog. Sulle scelte della Delos non entro perché non so che romanzi sta traducendo e cosa invece sta ignorando. È un peccato invece la storia della Gargoyle, che perde la sua identità editoriale di tutti questi anni…

    Ciao,
    Gianluca

  1. Pingback: L’autoproduzione…questa sconosciuta… « Nicola Corticelli

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