Capitolo 12. Alla fine (parte prima).

Ore 14:40 16 Giugno 2011 Da qualche parte

-E questo cosa c’entra? Renzi sbottò fissando in cagnesco il consulente. Neri d’altro canto si limitò a continuare con il suo tono pacato.
-Mi è stato spiegato con dovizia di particolari che il futuro viene calcolato dalla macchina in base all’eventualità statistica. In parole povere il computer elabora i dati in suo possesso generando poi la versione del futuro più statisticamente probabile.
-Questo lo sappiamo benissimo. Sentenziò la dottoressa Rouelle. -E non mi dica che la sua ipotesi si basa sul fatto che immettiamo i dati del viaggiatore nel computer, aggiungendo così una variabile al calcolo perché non è così.
Questa volta fu Wheltz a intervenire: -Quello del viaggiatore era un problema che ci siamo posti fu dall’inizio anche noi. Eravamo ben consapevoli che aggiungere anche poche variabili avrebbe fatto sballare il risultato. Per questo forniamo al computer solo il nome del viaggiatore e questi si limita a costruirgli attorno il futuro possibile. Dopotutto essendo una copia esatta del nostro mondo siamo tutti li dentro…o meglio un nostro clone virtuale.
Neri sorrise.
-Questo vale per i dati, ma per l’interpretazione?
-In che senso?
-La dottoresse Rouelle mi insegna, al sentirsi nominare quest’ultima sobbalzò, che le probabilità, in particolare quelle derivanti da fatti non puramente matematici, necessitano di un metodo interpretativo o sbaglio?
-Si…
La donna, colta di sprovvista, dapprima cominciò a balbettare per poi riprendersi quasi subito.
-…ma abbiamo ovviato anche a questo, inserendo la discrimine della maggiore probabilità.
-E non potrebbe essere a questo punto che la prospettiva maggiormente probabile possa essere quella derivante dalle aspettative inconsce del viaggiatore?
I tre rimasero basiti in silenzio, mentre il consulente proseguiva implacabile.
-Il computer quantistico sa tutto di noi, speranze, aspettative, se siamo ottimisti o meno. Per cui un oceanografo di indole pessimista vedrà un futuro desertificato, mentre un ex-militare russo traumatizzato dalla guerra in Cecenia si ritroverà in un mondo devastato dalle sommosse civili;  per ultimo un ex-soldato delle forze americane con incubi del passato nella giungla pluviale, si ritroverà catapultato lì.
Altra pausa ad affetto.
-Il computer propenderà le probabilità in quella direzione.
I tre si fissarono per qualche secondo e fu Wheltz il primo a proferire parola.
-Mi sta dicendo che il computer quantistico è inaffidabile per un qualsiasi viaggio nel tempo?
-No assolutamente, per il presente e sopratutto per il passato mi sembra un ottimo strumento. Per il futuro invece l’unico consiglio che posso darvi è quello di utilizzare un viaggiatore che sia fuori da qualsiasi database mondiale.
-E dove diamine lo troviamo uno cosi?
Il colore del volto di Renzi era passato dal rosso rubino a quello cianotico.
Neri rispose semplicemente: -In un paese del terzo mondo, lì ci sono ancora zone in cui un computer o un censimento non sanno nemmeno cosa sia.

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Pubblicato il 24 novembre 2011 su Blog Novel: Lo sguardo del cretino. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Ci stiamo avvicinando alla fine, quindi?

    Questo Neri non so perché ma sta antipatico pure a me, ho empatizzato con i poveri personaggi che si vedono sto tizio che risolve tutti i problemi! Comunque buona la trovata dell’influenza dell’inconscio del viaggiatore, così che ci si ritrova sì tanti mondi possibili ma ognuno “personalizzato”.

    Ciao,
    Gianluca

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