Archivio mensile:dicembre 2011

Il Dottor Meraviglia

Le parole pronunciate oggi nel suo discorso per l’inaugurazione dell’Heroes Memorial dal nostro Presidente Roosevelt hanno decisamente colpito nel segno (almeno per quel che mi riguarda): non dimenticare.
E quale miglior modo di ricordare questi eroi scomparsi, morti prematuramente, se non quello di rinverdirne le gesta e le imprese alle nuove generazioni  del tutto ignare.
A partire da oggi, e per le prossime settimane, la nostra testata dedicherà una scheda ai più importanti super-esseri scomparsi a causa del virus “Ultimate Waffe” facendo così onore al monito del nostro Presidente.

In questa immagine di repertorio il Dottor Meraviglia assieme a degli agenti dell’FBI durante un arresto.

 

Il Dottor Meraviglia, l’ultimo a morire.

Decisamente il più famoso, non solo da vivo, ma anche da morto.
Di lui si è sempre saputo pochissimo, se non poche congetture: quasi certa la sua origine italo-americana (il fatto di chiamarsi volutamente Dottor Meraviglia, usando la parola italiana e non quella anglosassone Wonder), ha iniziato la sua attività nella città di “Washington D.C.” verso la metà degli anni 30 distinguendosi nella lotta ai criminali e alla malavita con una dedizione maniacale.
Privo di reali poteri fisici, il Dottor Meraviglia aveva “nella sua mente il suo super-potere” (frase che amava ripetere); un genio ineguagliabile che gli permesso di creare invenzioni incredibili ancora oggi.
La sua creazione a tutt’oggi ineguagliata è stata l’invenzione del tessuto elio-reattivo: questa sostanza era in grado di catturare e immagazzinare l’energia solare dotando così Meraviglia di incredibili capacità.
Il tessuto elio-reattivo conferiva al suo possessore la capacità di volare, una forza ragguardevole oltre che una corazza impenetrabile.
Nel corso degli anni la fama del Dottor Meraviglia crebbe a tal punto che, all’entrata degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, fu incaricato dal Presidente Roosevelt stesso di formare la prima super-squadra americana per contrastare le analoghe dell’Asse.
Meraviglia fondò il Prisma e ne divenne il leader.
Il resto, come si suol dire, è storia e le sue imprese in Europa divenute leggenda.
Il Dottor Meraviglia morì il 24 maggio 1946, ultima vittima nota del famigerato virus nazista.
Ma, prima di spirare, lasciò in eredità alla Società delle Nazioni il brevetto del tessuto elio-reattivo e delle sue pile energetiche fornendo così al mondo una fonte di energia illimitata e a basso costo.
A tutt’oggi nessuno scienziato ha ancora capito come riuscisse con questa tecnologia a ottenere le sue altre super-capacità (il volo, la forza, lo scudo attorno al suo corpo), ma forse è meglio così.

“Non voglio cambiare il mondo” disse una volta in una delle sue pochissime dichiarazioni “solo renderlo un posto migliore”.

Di fatto è riuscito a fare entrambe le cose.

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24 maggio 1956

Di seguito un’immagine dell’ Heroes Memorial con la fiamma della libertà sempre accesa.

Top 5: I cinque migliori autori di supereroi

Ebbene si, ora è tempo di un’altra Top 5 e come dice il titolo è mia intenzione parlare di quelli che considero i migliori autori in campo super-eroistico. Lavorare al progetto “Dossier: Ultimate Waffe” mi ha costretto a un lavoro di documentazione certosino non solo storico (l’ambientazione della Seconda Guerra Mondiale è decisamente vasta, per usare un eufemismo), ma anche di genere.
Ho snobbato per anni i fumetti dei super-eroi trovandoli spesso banalotti e bi-dimensionali; negli ultimi anni alcuni autori (presenti in questa mia personale classifica) sono riusciti a farmi cambiare idea.

Ma iniziamo.

5) Allan Moore. Semplicemente l’icona del fumetto moderno. Solo con “Watchmen” ha di fatto sovvertito e innovato qualsiasi concezione di super-eroe mascherato fino ad allora possibile, generando un capolavoro. Ma è anche andato avanti producendo altri capolavori come “V for Vendetta”, “Top Ten”, “La lega degli straordinari Gentlemen”. Precursore.

4)Mark Waid. Una discreta di autore di fumetti che raggiunge l’apice con la creazione della saga “Irredeemable” e del suo protagonista in negativo, il Plutoniano. Waid ci mostra la malvagità e la consapevolezza di cosa può fare veramente chi ha nelle mani il potere di un dio quando si vota al male. Estroso.

3)Garth Ennis. Ha sicuramente scritto tra le più belle (a questo riguardo vi rimando a questo mio post: https://nicolacorticelli.wordpress.com/2011/12/19/recensione-the-punisher-kills-the-marvel-universe/) e crudeli storie del “Punitore”; questo ha certamente influenzato Ennis che ha poi creato l’incredibile saga dei “The boys”. Genio, sregolatezza uniti a un sadico umor nero, prima sconosciuto negli eroi mascherati. Policitally Scorrect.

2)Joseph Michael Straczynski. In quasi in ogni cosa in cui ha messo le mani ha sempre messo un tocco personalissimo e originale (anche se onore della cronaca gli hanno attribuito il soggetto del film su “Thor” di Branagh, veramente brutto) creando saghe stupende come “Rising Star”, “Supreme Powers”, “The Twelve”. La forza dei suoi personaggi è che sono reali, veri, plausibili; non super-eroi, ma uomini con super-poteri.
E’ secondo solo per un soffio. Perfetto.

1)Warren Ellis. Genio e non posso dire altro. Ha rigirato come un guanto il concetto di super-eroe e di super-essere lasciando il mondo senza fiato; opere come “Supergod” (di cui rimando alla mia recensione:https://nicolacorticelli.wordpress.com/2011/10/16/recensione-supergod-fumetto/) e “Black Summer” sono semplicemente epocali. Fenomeno.

Ed ecco la prima copertina

Quella che vedete all’inizio del post è la copertina del 1° albo  del “Dossier: Ultimate Waffe”, spero che questo mio regalo di natale in ritardo sia comunque gradito.

A presto, spero entro la fine dell’anno, l’albo vero e proprio.

Restate sintonizzati.

Recensione: The Punisher kills the Marvel Universe

Sinossi: In uno scontro mortale fra super-eroi e invasori alieni un’astronave precipita su Central Park a New York, uccidendo nell’impatto tutta la famiglia dell’agente di polizia Frank Castle.
Arrivato sul luogo del disastro e ascoltando i discorsi dei super-esseri (onestamente ben poco eroici nella loro mancanza di pietà verso le vittime innocenti, considerandole come “ovvie” perdite collaterali) Frank perde la ragione e fa fuoco, uccidendoli, alcuni mutanti in preda alla rabbia.
Verrà condannato all’ergastolo e imprigionato…o forse no?

ATTENZIONE IL COMMENTO CONTIENE SPOILER

Commento: E’ il 1996 e mancano dieci anni all’uscita della saga “THE BOYS” (che rivoluzionerà grazie al suo umor nerissimo la concezione classica del fumetto supereroistico), ma Garth Ennis ha già le idee ben chiare in testa e non stupisce che in questa storia del Punitore alla “What if…” sia servita di banco di prova per la futura opera.
Lo spunto è semplice e basico: in questo mondo alternativo Frank non ce l’ha con i criminali, ma con i detentori di super-poteri (criminali o eroi non ha importanza) e li vuole tutti morti. In questa sua crociata troverà degli inaspettati alleati in ricche vittime o parenti sopravvissuti, motivate come il punitore a eliminare questa “piaga dell’umanità”.
Ne esce fuori una visione della società niente affatto consolatorio; un mondo in cui il dio denaro può tutto (non a caso grazie agli introiti finanziari dei suoi alleati Frank riesce a fuggire di prigione nonostante gli omicidi commessi senza sforzo alcuno).
Anche i super-eroi ne escono da questo spaccato con le ossa rotte: arroganti e superbi, spesso indifferenti alla popolazione civile che hanno giurato di proteggere. Unica voce fuori dal coro è Daredevil, il solo a provare rimorso o dispiacere…e non a caso verrà lasciato per ultimo.

Giudizio finale: Molto buono. Frank non è mai stato così spietato, cattivo e determinato. Non importa quanto loro siano potenti, lui è più furbo e motivato. La differenza sta tutta lì.
Se vogliamo trovare un difetto è l’estrema brevità dell’albo che finisce per creare delle inevitabili parti “tirate via” o che avrebbero meritato maggiore approfondimento.
C’è da dire che la struttura delle storie “What if…” è proprio quella di essere volutamente breve.
Ennis si è poi rifatto con gli interessi con “THE BOYS”.

Prossimamente e non…

Ormai il 2011 sta volgendo a un giusto finale e si impone un bilancio effettivo di quanto fatto fino a ora nel blog e anticipare le mie prossime iniziative per i mesi a venire (oltre a inevitabili upgrade dei progetti in corso).

Bilancio: Sono discretamente soddisfatto. La blog-novel “Lo sguardo del cretino” ha avuto un’ottima risposta di pubblico (mooolto maggiore di quella che mi sarei aspettato), sfiorando la media di sessanta visite a puntata con punte di ottanta/novanta. Di fatto quando ho cominciato questa avventura della blog-novel sono raddoppiati i contatti. Non male.

Progetti in corso: L’annunciata antologia e-book “Scarti” è al 50% e vedrà la luce presumibilmente con l’anno nuovo e sarà una raccolta eterogenea di vari generi: un racconto horror, uno noir, uno di fantascienza e uno che sarà una commistione di vari generi….Insomma vedrete e leggerete.

Progetti futuri: In queste ultime settimane il blog è stato invaso da alcune preview del progetto “Dossier: Ultimate Waffe”, la mia annunciata saga super-eroistica. Mi sono posto il problema di come rilasciarla, se pubblicarla direttamente sul blog  in un formato simil blog-book a puntate o rilasciarla direttamente in formato e-book una volta finita  in un colpo solo. Ho deciso per una via di mezzo che, credo e spero, potrà dimostrarsi un esperimento interessante per il futuro… Ossia rilasciarlo in formati a e-book a dispensa di una lunghezza non superiore alla ventina di pagine alla volta, un po’ come gli albi a fumetti da cui si ispira. Il tutto al termine sarà poi raccolto in un singolo e-book finale. Vedremo se l’idea piacerà.
Altro progetto che qui presento per la prima volta è il nuovo blog-book a puntate di genere fantascientifico di cui rilascerò nei prossimi giorni la prima puntata.
Titolo “Anima dispotica”.

Per ora la carne messa sul fuoco è tanta, spero solo che piaccia la grigliata.  😉

3 maggio 1945

 

Di seguito un’immagine di un razzo V2 presa da una stazione mobile catturata dagli alleati in Normandia.

13 Aprile 1945

Capitolo 13. Alla fine (parte seconda).

Ore 15:00 16 Giugno 2011 Da qualche parte

 

La dottoressa Rouelle premette il pulsante di chiamata.
-Questo ascensore la porterà nel sotterraneo dove una macchina la riporterà a casa.
Neri si limitò a annuire.
-Sempre i due energumeni vero? Molto bene.
La doppia porta si aprì e il consulente entrò nel vano.
-Non ho capito una cosa però.
-Dica.
-Perché è voluto andare un giorno avanti nel futuro e perché sopratutto quella domanda su Nick Bostrom?
Neri sbuffò.
-In verità niente di che, volevo solo fare un giro su quella super-macchina e mi piaceva l’ironia di citare la teoria di Bostrom in quella situazione. Non trova che sia molto divertente?
Ma la Rouelle era tutto fuorché divertita e non lo nascose affatto.
-La sa una cosa? Lei è veramente il cretino che tanto scimmiotta nel nome della sua ditta e mi solleva sapere che non la rivedrò mai più.
-Ma ci rivedremo ancora.
Un sorriso beffardo comparve sul volto di Neri mentre le porte si chiudevano.
-Il mio lavoro qui non è finito.
La Rouelle percepì quell’ultima frase quasi fosse un presagio.

 

 

Ore 10:00 17 Giugno 2011 Centro Storico di Bologna

 

Scrivere il rapporto aveva occupato poco più di un’ora e Neri lo rilesse, lo stampò e lo infilò in cartelletta gialla che teneva sulla scrivania. Fatto questo prese un foglio bianco e iniziò a scrivere, questa volta con la penna.

“Aggiungo questa postilla scritta a mano libera perché non so fino a che punto il programma Echelon sia in grado di entrare nel mio computer. Sicuramente non può farlo con la mia testa, almeno non ancora.
Il computer quantistico darà ancora problemi, mi ssembra evidente.
Con Wheltz, la Roulle e Renzi non ne ho fatto parola, ma è un dato di fatto.
Il mio viaggio nel futuro è stato stupefacente, un livello di interazione incredibile. Ma una cosa è una simulazione, un’altra è la consapevolezza. Quando ho fatto la domanda su Nick Bostrom al professor Gatti ho visto sulla sua faccia stupore, mista a rabbia e rassegnazione.
Sentimenti.
Non si simula un sentimento. O, se lo fai, vuol dire che lo conosci.
C’è solo una parola che descrive tutto questo: autocoscienza.”

Neri finì di scrivere e fissò il telefono sapendo che presto sarebbe squillato.