Recensione: The Punisher kills the Marvel Universe

Sinossi: In uno scontro mortale fra super-eroi e invasori alieni un’astronave precipita su Central Park a New York, uccidendo nell’impatto tutta la famiglia dell’agente di polizia Frank Castle.
Arrivato sul luogo del disastro e ascoltando i discorsi dei super-esseri (onestamente ben poco eroici nella loro mancanza di pietà verso le vittime innocenti, considerandole come “ovvie” perdite collaterali) Frank perde la ragione e fa fuoco, uccidendoli, alcuni mutanti in preda alla rabbia.
Verrà condannato all’ergastolo e imprigionato…o forse no?

ATTENZIONE IL COMMENTO CONTIENE SPOILER

Commento: E’ il 1996 e mancano dieci anni all’uscita della saga “THE BOYS” (che rivoluzionerà grazie al suo umor nerissimo la concezione classica del fumetto supereroistico), ma Garth Ennis ha già le idee ben chiare in testa e non stupisce che in questa storia del Punitore alla “What if…” sia servita di banco di prova per la futura opera.
Lo spunto è semplice e basico: in questo mondo alternativo Frank non ce l’ha con i criminali, ma con i detentori di super-poteri (criminali o eroi non ha importanza) e li vuole tutti morti. In questa sua crociata troverà degli inaspettati alleati in ricche vittime o parenti sopravvissuti, motivate come il punitore a eliminare questa “piaga dell’umanità”.
Ne esce fuori una visione della società niente affatto consolatorio; un mondo in cui il dio denaro può tutto (non a caso grazie agli introiti finanziari dei suoi alleati Frank riesce a fuggire di prigione nonostante gli omicidi commessi senza sforzo alcuno).
Anche i super-eroi ne escono da questo spaccato con le ossa rotte: arroganti e superbi, spesso indifferenti alla popolazione civile che hanno giurato di proteggere. Unica voce fuori dal coro è Daredevil, il solo a provare rimorso o dispiacere…e non a caso verrà lasciato per ultimo.

Giudizio finale: Molto buono. Frank non è mai stato così spietato, cattivo e determinato. Non importa quanto loro siano potenti, lui è più furbo e motivato. La differenza sta tutta lì.
Se vogliamo trovare un difetto è l’estrema brevità dell’albo che finisce per creare delle inevitabili parti “tirate via” o che avrebbero meritato maggiore approfondimento.
C’è da dire che la struttura delle storie “What if…” è proprio quella di essere volutamente breve.
Ennis si è poi rifatto con gli interessi con “THE BOYS”.

Annunci

Pubblicato il 19 dicembre 2011, in Fumetti con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: