Racconto Bonsai: Fumo

La granata a frammentazione esplose un paio di metri sulla sinistra del capitano, riparato dietro la paratia anti-scoppio.
Il rumore delle armi da fuoco era assordante inframezzato dal fumo e dal puzzo di carne bruciata.
Il vice si avvicinò al suo superiore tenendosi basso e urlando nel contempo per farsi sentire: -Signore, ha lei la palla?
Il capitano annuì mostrando la sfera e indicando il cadavere di un uomo dilaniato da colpi di arma automatica nel petto.
-L’ho strappata di forza al loro centravanti.
-Signore, dov’è la porta?
-Laggiù.
Il capitano indicò un punto in direzione sud: un ammasso di fumo indistinto.
Di sicuro la porta avversaria era lì, come il pubblico, anche se invisibile.
Da quando il calcio è diventato armato non lo vedo più durante le partite.
Eppure era c’era e urlava a squarciagola.

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Pubblicato il 22 marzo 2012, in Racconti Bonsai con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. A me il calcio non è mai piaciuto, sarà crudele come cosa, ma chissà, se fosse così forse lo vedrei .-.

  2. Magari si spiegherebbe perchè li pagano tanto

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