Racconto Bonsai omaggio ai Negrita: Brucerò per te

Comincia oggi un esperimento totalmente nuovo e spero di fare una cosa gradita per chi mi legge.
Ma iniziamo dal principio: sono un fan dei Negrita, un gruppo italiano che, da quando l’ho scoperto, non ho potuto fare a meno di ascoltare e riascoltare nel corso del tempo.
Ammetto con rammarico di non essere stato un fan della prima ora, anzi all’inizio li ho snobbati pure. Devo riconoscere però che un gruppo di miei amici mi ha indotto a ricredere dal mio errore fancedomeli scoprire.
E da allora non li ho più lasciati.
Parte con questo bonsai il tentativo di amalgamare le due passioni (Negrita e scivere) in un unico connubio: dai Negrita prenderò il titolo di alcune canzoni (quasi fosse un tema di quelli che ci davano a scuola) e elaborerò il resto di mia iniziativa.
“Brucerò per te” è una delle canzoni più  belle dell’ultimo album pubblicato dai Negrita (Dannato Vivere).

Il telefono squillò per la decima volta e Anna si decise alla fine a sollevare la cornetta.
-Pronto!
-Signora Cerni non riattacchi.
-Ne abbiamo parlato per ore, non cambio idea.
-Ragioni, la prego. Suo marito è ormai morto.
Anna voltò d’istinto la faccia verso la gabbia distante da lei un paio di metri, le braccia di Antonio guizzanti, protese verso di lei, ma non per abbracciarla.
-Non mi interessa.
-Signora lo ripeto di nuovo: suo marito è infetto e dopotutto quello che l’epidemia ha provocato non possiamo permetterci focolai attivi in città.
-Non ha alcuna importanza.
La voce dall’altra parte si fece stizzita: -Signora Cerni non capisce che quell’essere non è più suo marito, ma una carcassa decerebrata desiderosa di carne umana e altamente infettiva?
Anna rimase calma.
-No, siete voi che non capite. Il giuramento in buona e in cattiva sorte io lo tengo in grande conto.
Un attimo di silenzio, poi la voce riprese: -Non ci lascia molte scelte, lo sa vero?
Anna quasi rise nel rispondere.
-Veramente, ve ne lascio due. La prima è quella di lasciami in pace, ma non la farete mai. La seconda è quella di venirmi a prendere, però vi avverto che sono armata fino ai denti.
Ancora silenzio.
-Signora, abbiamo in realtà una terza opzione: dare fuoco alla stabile con lei e suo marito dentro.
Questa volta fu Anna a tacere un momento, prima di rispondere di getto: -Fate quel che dovete.
E sbatté la cornetta sul ricevitore.
La donna guardò Antonio che si dibatteva attraverso le sbarre: lo sguardo famelico, il volto deformato, la bava alla bocca.
-Fin che morte non ci separi.
Anna parlò a alta voce con un sorriso amarissimo in viso.
Intanto il fumo e il puzzo di bruciato avevano invaso la stanza.

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Pubblicato il 26 marzo 2012, in Racconti Bonsai con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. scrivi male, ami i negrita, che altro? la sifilide? sarebbe chiaramente preferibile, specie quella al terzo stadio

    • Ho aspettato un attimo a rispondere a questi insulti gratuiti e francamente fuori luogo. Dico la verità il primo istinto è stato cancellare il post e andare avanti…ma poi no, ho deciso di rispondere cercando di usare quell’educazione che tu chiaramente non hai nè hai mai imparato…
      1)Non ti firmi e questo dimostra che quanto meno non hai nemmeno il coraggio di esprimere le tue opinioni a volto scoperto e questo già da sè la dice lunga.
      2)Quando si scrive e si mette in piazza pubblica il proprio lavoro uno mette in conto le critiche (anche feroci e cattive), ma gli insulti gratuiti oltre a essere fastidiosi, risultano anche fuori luogo.
      3)La rete è massima libertà, non ti piace come scrivo e di quello che scrivo, esiste una semplice soluzione: non mi leggere. Nessuno ti obbliga a farlo.
      4)Qui scendo sul personale: ho visto i danni che fanno le malattie del sangue per esperienza diretta su un parente e non lo auguro a nessuno (no, non era sifilide). Forse ti sembrava simpatico associare la mia persona a una malattia venerea? Complimenti sei risultato solo patetico e molto triste.
      5)Continuerò comunque a fare quello che faccio, nonostante gli insulti.
      6)Pace e bene. 😉

      • Nic, tu sai chi sono.

        Sei un Signore Nic!
        Intervengo giusto per fare presente all’educatissimo Billo che ti sei dimenticato di inserire la settima postilla e visto che non lo hai fatto lo farò io per te così il DECEREBRATO potrà capire quanto sia stato poco furbo da parte sua averti insultato:
        7) apri bene le orecchie Billo, qualsiasi commento tu decida di postare sui siti internet/blog sono rintracciabili dalla Polizia Postale in qualsiasi momento anche a distanza di mesi dalla data di invio, rendendo pressochè “banale” le ricerche per rintracciarne l’autore.
        …immagino che dall’alto della tua INVIDIABILE intelligenza tu abbia postato il pietoso commento dal computer di casa tua!
        Ok Nic, se decidi di querelarlo come sai è sufficiente che mi mandi un fax in ufficio.

      • No problem…grazie. Ma non ne vale nemmeno la pena. 😉

  2. È sempre più frequente sul web,questo modo di fare meschino,codardo,maleducato e provocatorio con il quale gratuitamente si insulta la gente senza neanche avere il coraggio di mettere un nome dietro queste infamita`. Io trovo già bello che tu esprima attraverso lo scrivere e un titolo di una canzone ,a te cara,il.tuo essere le tue emozioni ,i tuoi pensieri e che voglia donare questo agli altri.Poi c’è chi può apprezzare chi meno ma la cattiveria gratuita è altra cosa.Oggi però qualcuno ha fatto un regalo:ha pubblicato il tuo racconto sulla pagina ufficiale e questo penso che valga molto di più di qualsiasi commento fuoriluogo .In bocca al lupo…….ah se amare i Negrita significa avere chissà quale malattia,be mi sa che siamo un bel po` ad essere felicemente da ricovero.

  1. Pingback: Racconto Bonsai omaggio ai Negrita (2): In ogni atomo « Nicola Corticelli

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