Racconto Bonsai: Convivenza Zero.

Convivenza zero, gli analisti non lasciano adito a dubbi: gli autoctoni hanno dimostrato nella loro storia di essere una specie violenta e autodistruttiva; incapaci di integrarsi fra di loro, figurarsi poi l’interazione con una razza totalmente aliena alla loro natura.
-Eppure ci deve essere un’altra soluzione.
La mia frase non è rivolta a nessuno in particolare, sono solo nella cabina di pilotaggio dell’astronave, ma è così difficile decidere lo sterminio di una intera popolazione senziente.
Sotto di me il pianeta è una palla azzurra macchiata in alcuni punti di marrone: tutta quella montagna di territorio inutilizzato a disposizione e loro non vogliono concedercelo.
Premo il pulsante quasi senza guardarlo, ma immaginando nella mia mente la devastazione e la distruzione conseguente  sulla terraferma.
-Noi seppie ci saremmo accontentate del mare, solo del mare.
Il ripetere quelle parole a voce alta le trasforma da preghiera a epitaffio.

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Pubblicato il 28 maggio 2012, in Racconti Bonsai con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Aspetta che arrivino i delfini, transfughi dal pianeta che han salutato con “so long and thanks for all the fish”… cercavano giusto dove insediarsi 🙂

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