Capitolo 5: La minaccia

Senato deserto manovra - Nonleggerlo

Giorno 4

La mia non è, ne sarà mai, una vuota minaccia.
La mia è una promessa, una certezza ineluttabile.

 

Il presidente del Senato, l’onorevole Ercoli, si limitò a premere un pulsante allo scattare dei tre minuti per avvisare il Senatore De Ferris che il tempo del suo intervento era finito.
Questi si limitò a dire: -Ho concluso, signor Presidente.
Si levarono pochi applausi stanchi dai presenti, solo alcune decine degli effettivi 320 eletti.
L’aula di fatto era semi-deserta: gli uscieri erano quasi più degli intervenuti al dibattito.
Il presidente Ercoli continuò imperterrito nel suo trantran quotidiano, accese il microfono e annunciò: -Iscritto a parlare è adesso il Senatore Onofrio. Ne ha facoltà.
Stranamente però rimase il silenzio per parecchi secondi.
La seconda carica dello stato italiano sollevò lo sguardo, infastidito per l’inutile perdita di tempo.
Ercoli incrociò gli occhi sbarrati dell’onorevole Onofrio che, in piedi al suo scranno, era come paralizzato nel fissare qualcosa; gli bastò una frazione di secondo per capire di avere qualcuno alle sue spalle.
-Buongiorno.
La voce metallica riecheggiò in tutti gli auto-parlanti dell’aula, simile al suono di un enorme gong.
Il presidente del Senato voltò la testa e si ritrovò a pochi centimetri dal naso una semi-automatica.
-Ora che ho la vostra attenzione, voglio che vi sia chiara una cosa da subito.
Il nuovo venuto era completamente vestito di nero: un abito lungo con soprabito, un cappello a tesa larga e il volto celato da una maschera della commedia dell’arte scura.
-Se entro ventiquattro ore non sarà a votazione l’iniziativa di legge popolare numero 452, qualcuno morirà…
Gli attimi passarono con questa minaccia ancora presente nell’aria, quasi una presenza fisica.
-Forse sarà uno in quest’aula il primo a morire.
La figura in nero continuò sempre spianando l’arma: -Forse qualche parente stretto, una moglie, un figlio…Forse un amico…Ma qualcuno morirà di certo e sarà seguito da un altro per ogni giorno di ritardo a questa mia semplice richiesta.
Il silenzio assoluto si cristallizzò per meno di un secondo, ma parvero secoli.
-Non fatemi tornare.
Detto questo l’uomo in nero scomparve e subito dopo iniziarono le urla.

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Pubblicato il 25 aprile 2014, in Blog Novel: Tre Maschere con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

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