Sulla fanfiction e l’opera “omaggio reverenziale”

u1140

Prendo spunto da un ottimo post del blogger Davide Mana (per chi fosse interessato a leggerlo questo è il link) per fare una mia piccola riflessione e andare un po’ alla deriva con le mie idee personali.
Mi rendo conto che  come tutti i post arguti (e che vorrebero spingere indirettamente a una riflessione intelligente e ponderata), quello di Davide è stato ampiamente frainteso, travisato e comunque ampiamente mal interpretato (basta leggere alcuni commenti).
A questo punto mi sembra doveroso dire la mia.
In passato ho letto parecchie fan-fiction sulla rete e devo dire che i risultati sono stati spesso discontinui: mi sono passati davanti agli occhi lavori ben fatti, alcune letture non disprezzabili, ma anche (sempre parere mio) autentiche porcherie.
Una cosa voglio sia chiara fin da subito: io non ho nulla con chi desideri scrivere opere basate su personaggi famosi di altri, esistono esempi assai autorevoli di ottimi lavori fatti da mostri sacri della letteratura di genere; il primo esempio mella mia mente è lo scrittore Philip Josè Farmer (autore che adoro) che nella sua smisurata produzione (per lo più di fantascienza, ma non solo) ha voluto e potuto inserire romanzi aventi per protagonisti Tarzan, Doc Savage e perfino Phileas Fogg de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Verniana mermoria.
Quello scelto da me è di certo uno degli esempi più alti in questo genere: ossia quando un ottimo narratore mette la sua arte al servizio di un personaggio che secondo lui ha ancora qualcosa da dire o da dare…magari aggiungendo una novità, o una prospettiva o un diverso punto di vista.
E a questo punto, se mi permettete, che casca l’asino: un conto è l’omaggio reverenziale con una ricerca di tocco personale, un altro è l’utilizzo di un personaggio già esistente per una storia che non aggiunge nulla oltre alla trama.
Niente da dire rimane un ottimo esercizio di stile ed è di certo rassicurante “esercitarsi” su un Setting pre-esistente, ma credo anche che chiunque abbia una qualsiasi velleità di scrivere seriamente (e per “seriamente” intendo mettersi alla prova sul serio), debba prima o poi cimentarsi con una lavoro personale in ogni sua parte.
Questo non significa rinunciare a utilizzare degli archetipi esistenti, ma ritengo doveroso il bisogno di aggiungere sempre un tocco personale, metterci del proprio estro…perché alla fine è proprio quello a fare la differenza.

Annunci

Pubblicato il 1 maggio 2014, in Articoli con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. “chiunque abbia una qualsiasi velleità di scrivere seriamente (e per “seriamente” intendo mettersi alla prova sul serio), debba prima o poi cimentarsi con una lavoro personale in ogni sua parte.”
    Che, secondo me è quello che intendeva Davide quando parlava di vicolo cieco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: