Capitolo 6: Flashback 1°, Durante l’invasione.

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14 Giugno 1999 Bologna Ore 16:00

-Pensi che sia morto?
Come risposta una trave di ferro fu fatta passare da una frattura del vetro del casco: la testa dell’essere rettili-forme offrì poca resistenza a quella lancia improvvisata e esplose come un palloncino eruttando sangue verdastro e materia celebrale bianca in ogni direzione.
-Adesso lo è di certo.
Il giovane, un ragazzo sui sedici anni, rigirò un’ultima volta l’asta prima di astrarla con un colpo secco dal cranio dall’alieno; il gesto produsse un estremo fiotto di icore che gli finì dritto in faccia.
-Tutto bene?
-Sono solo ferito nell’orgoglio, questa merda anche da morta è riuscita a irritarmi.
Il ragazzo scese dal petto del gigantesco esoscheletro di metallo, pulendosi nel contempo con la manica della camicia dell’avambraccio sinistro.
-E adesso?
L’altro, un secondo ragazzo di qualche anno più giovane, tradiva sia nella voce sia nell’aspetto una profonda paura.
-E adesso, caro fratellino, andiamo a caccia di altri, vendendo cara la palle.
-Ma…ma… Il terrore aveva preso il sopravvento senza maschere.
-Lo hai visto anche tu, questi cosi sono invulnerabili… le pistole, i fucili, i coltelli non li scalfiscono neppure. Questo qui, se non gli fosse aperta la strada sotto i piedi e ci fosse caduto dentro, non saremmo riusciti nemmeno…
-Taci e dimostra di avere del fegato una buona volta, fratellino.
Quelle parole lo bloccarono come uno schiaffo.
-Dopo quello che hanno fatto a mamma e papà, a Silvia…li voglio morti, tutti morti.
Il fratello maggiore guardò il minore con occhi pieni di furia.
-No, sei tu che devi rinsavire. Io sono un uomo e ho finito di comportarmi come un topo. Se devo morire, lo farò combattendo. Tu fai come ti pare.
Ciò detto si girò per risalire in scalata il crepaccio, ma fece un passo appena: all’improvviso gli cedettero le gambe e rovinò in ginocchio vomitando sul terreno.
-Luca. L’altro si riscosse a quella vista precipitandosi a soccorrere il fratello.
I conati continuarono per alcuni minuti, ma alla fine cessarono .
-Luca stai bene?
Il giovane iniziò a ridere sguaiatamente, mentre il fratello lo aiutava a rimettersi in piedi; alla fine aprì gli occhi con un nuovo bagliore verdastro in fondo alle iridi.
-Ora so cosa devo fare fratellino…Ora so come sul serio ucciderli tutti.

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Pubblicato il 5 maggio 2014, in Blog Novel: Tre Maschere con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Il giovane, un ragazzo sui sedici anni, rigirò un’ultima volta l’asta prima di astrarla con un colpo secco dal cranio dall’alieno; il gesto produsse un estremo fiotto di icore che gli finì dritto in faccia.
    Refuso 😉
    comunque bene bene

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