Narrativa Pulp a go go

JusticeIncAlexRoss

E alla fine anche io ho scoperto (o sarebbe meglio dire ri-scoperto) la letteratura Pulp.
Che cos’è dite?
Fermi, non andate a cercare su Google il significato del termine, fermi. Cercherò in poche parole di spiegare questa definizione.
Anche perché più ne parlerò più scoprirete di conoscerla in realtà senza saperlo.

La letteratura pulp nasce agli inizi degli anni 30 negli Stati Uniti e prende il suo nome da Pulp ossia la Polpa degli alberi da cui si ricavava un tipo di carta di bassissima qualità.
Dagli editori dell’epoca ci fu il tentativo di produrre riviste di fiction avventurosa low budget rivolte a lettori (spesso lavoratori di basso profilo scolastico) con poco tempo e tanto voglia di svago.
Da qui la dicitura Pulp Fiction.
A molti a questo punto si sarà accesa una lampadina ricordandosi del famosissimo film di Quentin Tarantino ambientato tra la bassa criminalità americana, a base di noir, sangue e colpi bassi.
Se state pensando questo, purtroppo in parte vi state pesantemente sbagliando.
La letteratura Pulp è stata prima di tutto intrattenimento a trecentosessanta gradi: action, noir, fantasy, fantascienza, tutto faceva brodo purché catturasse l’attenzione e sbalordisse il pubblico.
Una narrativa semplice (alcuni critici l’hanno definita grossolana), ma che ha permesso a grandi scrittori di farsi le ossa (e guadagnarsi pure il pane dignitosamente).
Il successo è stato immediato e travolgente, permettendo il moltiplicarsi delle riviste (molte a questo punto rivolte a un singolo genere).
Si moltiplicarono i personaggi seriali che divennero delle vere e proprie icone; ne cito alcuni fra i più famosi: The Shadow (l’uomo-ombra), Doc Savage, Tha Avenger (il vendicatore), The Spider.
Un successo che ciclicamente si è rinverdito negli anni, basti pensare ad esempio alla figura di Indiana Jones, o al Rocketeer.
E in Italia?
E’ arrivato (e ancora arriva) molto poco e con il contagocce, nonostante la produzione in inglese sia vastissima.
Eppure il nostro amato stivale ha dimostrato negli anni di avere molti appassionati di questo genere.
Quindi che fare?
Fare come al solito qualcosa da soli, sperando nel mio piccolo di smuovere le acque.
Già altri stanno facendo lo stesso (a questo riguardo vi consiglio di dare uno sguardo ai blog di Alessandro Girola e Davide Mana, trovate i link trai i miei preferiti nella sezione a destra della schermata oppure nella sezione degli articoli dedicate agli Italian Net-Writers) per farvene un’idea, ma anche io nel mio piccolo vorrò dire la mia.
E’ in fase di completamento il mio ultimo lavoro: “Guglielmo Marconi e il mostro de le Lame”.
In poche parole: Ucronia, mostri e tecnologia anacronistica.
Che altro chiedere di più?

Annunci

Pubblicato il 11 agosto 2014, in Articoli con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: