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L’angolo delle buone idee: Il segno del comando

Ed ecco un gradito ritorno all’angolo delle buone idee, che con i tempi che corrono latitano alquanto.
Ogni tanto però il mondo dell’editoria da edicola ci regala qualche piccola perla in un miasma purulento di sterco: è da poco riuscita una serie edita dalla “Fabbri Editori” riguarda i maggiori sceneggiati della R.A.I. prodotti negli anni 70 e riguardanti la fantascienza, il paranormale, il giallo e il mistero.
La prima uscita in particolare (il cui prezzo di lancio è di soli 4,99 euro e dalla seconda uscita a 9,99) è particolarmente ghiotta, ossia “Il segno del comando”.
Questa miniserie è stata prodotta nel 1971 e costa di 5 episodi; non voglio anticipare nulla della trama (ambientata in una sebulosa e ambigua Roma) per non rovinare la suspense, ma posso anticipare che tratta di paranormale, spionaggio, occulto.
Ai tempi della sua messa in onda fu un successo senza precedenti che spinse l’emittente di stato a produrre altre serie molto interessanti.
Protagonisti uno “spaesato” Ugo Pagliai e una indecifrabile Carla Gravina. Dirige con mano sicura un ottimo Daniele D’anza.
Dico fin da subito agli amanti del montaggio iperadrenalinico attuale che si viaggia a ritmi assai più lenti, ma molto inquietanti.

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L’angolo delle buone idee(1): gli allegati da edicola

Voglio inaugurare oggi una rubrica a cadenza non fissa, ma che ha l’ambizione (o almeno la speranza) di segnalare buone idee viste in giro.
Come tutti sappiamo la crisi “morde” (usando un termine molto in voga) e la gente comune ha sempre meno soldi in tasca, quindi bisogna dar un plauso alla lungimiranza di chi ha visto nella cattiva congiuntura economica una sfida e non un impedimento.
Ma partiamo dalle origini: era quasi una ventina di anni fa, quando “L’Unità” usciva per la prima volta con un allegato a prezzo stracciato: mi riferisco al film in videocassetta “Per un pugno di dollari”.
Fu un successo senza precedenti, una tiratura mai vista per il giornale (costretto a ristampare) e che ha dato il via a una moda poi copiata da molti.
I risultati innegabile fu che il mercato delle videocassette prima e dei DVD dopo di fatto cambiò: il prezzo medio delle uscite fu costretto ad abbassarsi con notevole guadagno di tutti.
Intendiamoci bene, allora la pirateria era ancora poco diffusa e agli albori; la banda larga non esisteva, ma un ragionamento che ancora funziona (e sempre funzionerà) è il seguente:

-Meglio spendere 5/10 euro per una coppia perfetta con la sua bella copertina scaricare da Internet un film in un file nudo e crudo?

C’è da dire che in molti hanno fatto invece questo ragionamento:

-Prima lo scarico, vedo se mi piace e poi semmai lo compro.

Con i prezzi bassi si è disposti di solito a correre qualche rischio in più.
Lo stesso ragionamento lo stanno facendo in molte testate con i fumetti…
C’è da dire che ci sono giornali (Corriere della sera, Repubblica, Gazzetta dello sport) che da anni portano avanti una politica di questo genere: con un prezzo medio intorno ai € 10 ci si porta a casa un albo attorno le duecento pagine, spesso torturato.
Ce n’è per tutti i gusti: graphic novels, supereroi, raccolte dei migliori personaggi della Bonelli (Tex, Zagor).

Quindi finisco dicendo occhio alle edicole.