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Recensione: Uno studio in Smeraldo

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Sinossi: quando viene commesso un orrendo omicidio di un membro della famiglia reale, l’ispettore Lestrade brancola nel buio e si vede costretto a coinvolgere un noto consulente investigativo di Baker Street.

Commento: Neil Gaiman è un grande narratore e lo ha dimostrato negli anni e in molteplici forme: sia nei romanzi, sia nei fumetti. Anche con questo racconto breve si dimostra un vero maestro riuscendo a unire in un unico lavoro due elementi all’apparenza inconciliabili: da una parte il famoso Sherlock Holmes, dall’altra gli orrori dell’oscuro maestro di Providence (mi riferisco a Lovecraft).
Il rischio era quello di creare qualcosa di pacchiano, stucchevole e forzato. Gaiman però si dimostra un autore non solo raffinato, ma anche straordinariamente originale. Non rivelo nulla per non togliervi il piacere della scoperta, ma il risultato finale è notevolissimo.

Giudizio finale: Straconsigliato. Il racconto è il primo della antologia “Cose Fragili”, ma merita un discorso a parte… L’idea dell’ambientazione è eccellente e la realizzazione pregevole. Non mi stupisce che questo racconto abbia vinto nel 2004 il prestigioso premio Hugo né che in tempi recenti abbia generato su Kickstarter una compagna di raccolta fondi per un Board Game.
E’ un’ottima idea per una ambientazione per un gioco di ruolo…c’è da pensarci…

Racconto Bonsai: Solo pace.

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Kurt terminò l’incantesimo e la parete esplose; il sottile diaframma di pietra si polverizzò lasciando al suo posto uno stretto budello scavato nella roccia.
Il giovane uomo si trascinò avanti, il solo muoversi una tortura per le miriadi di ferite, comunque continuò finché una luce in fondo al tunnel riaccese la speranza e lo spronò a accelerare l’andatura.
Il cunicolo terminò e si aprì sull’esterno: una lussureggiante foresta illuminata da una meraviglioso sole estivo.
Kurt fece gli ultimi passi quasi in trance mistica, il volto deformato dallo stupore.
Alla fine l’uomo giunse all’aria aperta, ma non ebbe nemmeno il tempo di guardarsi attorno che fu subito investito da una pioggia di frecce.
Kurt cadde al suolo e con l’ultimo alito di vita vide tre figure poco lontane.
Il demone guardò il corpo e si limitò a dire: – Ogni tanto qualcuno continua ancora a provarci, ma per fortuna gli allarmi funzionano ancora bene.
L’elfa annuì: -Già gli umani sono ostinati, lo sono sempre stati, dominati come sono dalle loro paure.
Il centauro invece sorrise: – Per nostra fortuna è così… E quando, unendo le capacità magiche dei nostri popoli, gli abbiamo ingannati facendogli credere che il mondo fosse diventato inabitabile, il terrore ha preso il sopravvento.
Il demone sghignazzò: – Si sono rintanati nelle profondità della terra per salvarsi.
L’elfa fu l’ultima a replicare: -E così deve rimanere. Perché sono una razza violenta, bellicosa… E da quando non ci sono più, qui c’è solo pace.

Racconto Bonsai: L’intervista.

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-Dove prendo le idee? Vengo qui e basta guardarmi un po’ attorno.
-E’ per questo che ha voluto fare l’intervista qui, nella sala d’aspetto del grande aeroporto internazionale?
-Esatto. La vede quella donna laggiù ad esempio? Vede com’è nervosa? Sta aspettando il marito dal ritorno di un viaggio di lavoro e vuole confessargli un tradimento.
-Incredibile.
-Oppure quell’uomo con cappello che sta litigando con quella signorina del personale di terra? Ha nascosto addosso 100.000 dollari non dichiarati.
-Metodo interessante. Lei viene qui e si lascia ispirare dalla gente che passa.
-No. Sarai anche un giornalista quotato, ma non hai capito un cazzo. La verità è che sono un fottuto telepate.

Racconto Bonsai: Buon natale!!!

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25 Dicembre 2012, ore 19,30.

Questa giornata di merda è finalmente finita e non vedo l’ora di andare finalmente a casa.
Ma forse, proprio all’ora di chiusura, ho fatto la classica ultima cazzata: sono uscito dalla farmacia vestito solo del mio camice bianco.
Troppa la foga di levare le tende, quasi di fuggire via…
Il freddo non è più soltanto maiale, adesso ha preso a ben diritto la giusta definizione di porco, lo sento entrarmi nelle ossa come l’ultimo cliente sgradito del turno…
I clienti….
Anche adesso che sto per abbassare la saracinesca non posso fare a meno di rivolgere il pensiero a quegli stronzi…
Li odio tutti quei pezzi di merda…
La serranda scende cigolando con lentezza, ma io non penso a come forse sarebbe il caso di oliarla, o meglio di cambiarla…
Mi guardo invece attorno con apprensione: cerco l’ultimo immancabile deficiente con la sua domanda del cazzo…
“Scusi… sta per caso chiudendo?”
Noooooo… faccio fare ginnastica ai meccanismi.
Quante volte ho dato questa risposta cattiva nella mia testa, ma da lì non è mai uscita.
Il mio ruolo impone un certo contegno: sorrido, anche se di mala voglia, e ridivento professionale.
Dopotutto il mio lavoro è così, specie nelle domeniche e durante le festività.
In quelle giornate il lavoro si trascina lento e il tempo sembra non passare mai; la zona in cui è situata la mia farmacia è certamente una zona centrale, ma è piena di uffici ed attività chiuse in quei giorni.
Di fatto le uniche persone in giro sono di due tipi….
I disperati e i rompicoglioni…
Dei disperati non mi lamento: farebbero volentieri a meno di entrare in farmacia, ma stanno talmente male da non poterne fare a meno.
I secondi, invece, sono molto più insidiosi: sono gli schiavi delle idiosincrasie tipiche del nostro tempo.
Chiamo queste fissazioni i cinque ODDIO:
“Oddio dottore non dormo…”
Stai tranquillo che prima o poi lo fai…
“Oddio dottore sono grasso…”
Mangia meno merda…
“Oddio dottore sono depresso…”
Trovati un vero amico, demente…
“Oddio non cago…”
Non ti preoccupare, andrai al cesso se non vuoi esplodere…
“Oddio non mi tira…”
Forse è meglio che cambi donna…
So che a Natale si dovrebbe essere più buoni, ma proprio non ce la faccio: mi tocca stare qui in dolce compagnia di questi decerebrati, di questi schiavi di pillole e preparati, convinti che esista un rimedio farmacologico per ogni loro male immaginario.
FESSI!!!!!
Non hanno ancora capito che molte presunte malattie hanno solo l’unica funzione di arricchire le ditte farmaceutiche e i miei titolari?
Chiudo l’ultima serratura e ancora non è arrivato nessuno ad interrompermi….forse questa volta mi è andata bene.
Niente scocciatore finale.
Ormai al limite del congelamento, mi avvio alla mia macchina parcheggiata poco lontana.
Non vedo l’ora di tornare a casa mia, rilassarmi senza dover pensare al lavoro.
Sono quasi arrivato, quando sento alla mie spalle la sgommata di una macchina ed un grido di donna.
Mi volto di scatto ed assisto a questa scena: una signora in là con gli anni è stata mancata di un soffio da una grossa BMW incurante del pedone sulle strisce.
La paura o forse lo spostamento d’aria dovuto alla folle velocità della macchina hanno fatto cadere la poveretta a terra.
Naturalmente il guidatore della BMW non si è fermato, non ha  nemmeno accennato a rallentare, è sfrecciato via senza remore.
E poi mi lamento dei miei clienti: questo sì che è uno stronzo di quelli veri….
Mi avvicino per aiutare la signora in difficoltà, ma mi rendo conto di essere arrivato secondo.
Un ragazzo, un giovanotto sulla ventina, sta aiutando la donna ad alzarsi chiedendole come si sente.
Mi sento rincuorato: esiste ancora in questa mia città, ultimamente così degradata, qualcuno con un po’ d’anima…
Per una volta non c’è bisogno di me.
Soddisfatto decido di tornare alla mia vettura.
Quando arrivo alla portiera, comincia a scendere la neve…
Normalmente mi sarei rifugiato di gran carriera nella mia utilitaria….odio bagnarmi, la sensazione dei vestiti umidicci addosso…
Non oggi però, non adesso…
Cosa mi è successo?
Cosa mi ha fatto diventare così cattivo?
Perché vedo sempre tutto così nero, specie nel mio lavoro?
Perché mi accorgo solo degli stronzi attorno a me?
Esistono ancora brave persone in giro…e l’ho capito proprio nel giorno di Natale…
Forse, e questa è la considerazione più amara, il vero stronzo sono io….
All’improvviso, sempre dietro di me, riecheggia un secondo grido di donna.
E’ la stessa voce di prima, ma questa volta non esprime dolore o sorpresa, bensì rabbia…
L’anziana signora impreca in direzione del volenteroso passante: il giovanotto sta infatti dandosi alla fuga con la sua borsetta…
Ok, ho capito.
Come non detto….

Buon Natale!!!!

Ecco a voi: Blackjack

Come sapete ho deciso di partecipare alla Round Robin Due Minuti a Mezzanotte, o 2MM. Il mio turno di scritura è ancora lontano e quindi ho deciso di cimentarmi in un piccolo racconto introduttivo con quell’ambientazione.

Come al solito nel doppio formato Epub e Pdf.

Buona lettura.