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Recensione con infamia: Survival Diaries

Sinossi: L’Apocalisse è alla fine arrivata. Una piaga zombie si è alla fine abbattuta sul mondo, gli sparuti sopravvissuti a cercare di resistere con una delle poche cose ancora utilizzabili: il web.

La trama ricorda qualcosa? In effetti sì ma non voglio anticipare i tempi…ho deciso per questa volta (capirete dopo il perchè) di dividere la recensione in due punti per esprimere meglio il mio pensiero sulla suddetta opera.

1)Recensione pura dell’opera: che dire? Non mi è piaciuto affatto: l’ho trovata scritta in maniera banale, molto telegrafica e francamente troppo alla ricerca ossessiva più che dell’effetto “splatter” di quello dello “schifo”. Per carità io sono cultore di autori che non ci vanno per nulla leggeri (il primo che mi viene alla mente al momento è Clive Baker), ma questo non significa confondere l’orrore con il ribrezzo. A mio modesto avviso non salvano l’operazione nè una confezionamento accattivante nè un uso adeguato dell’ambientazione. Sempre a mio modesto avviso per intrattenere serve altro, e un uso così smodato della citazione risulta stucchevole e indigesto. Puoi infarcire un piatto fin che ti pare, ma, se il gusto di partenza non è buono, tutto perderà sapore.

2)Recensione plus: normalmente il mio commento si sarebbe limitato alla parte di sopra e nulla più; non amo stroncare i libri scritti da altri, ma mi piace che ognuno si formi una sua opinione personale; il mio vuol essere uno spunto, una considerazione, non il vangelo…anche perchè non mi ritengo l’assoluto detentore del sapere assoluto. Il mio motto è sempre stato “De gustibus, non disputandum”…ma questa volta voglio andarci giù duro per una serie di motivazioni:
a)Il suddetto progetto deve molto (per non dire moltissimo) nella struttura, idea e costruzione a un altro progetto del 2010 denominato “Survival blog”. Basta cercare sul web per farsene un’idea chiara di cosa parla e come è stato gestito per capire come i “Survival Diaries” debbano moltissimo (si potrebbe quasi parlare di clonazione) al progetto “Surivival Blog” (da qui in avanti SB). L’unica differenza evidente che si parla nei Diaries di Zombi e nel SB di malatti infetti. Tutto qui.
b)Non sono l’unico che ha notato queste somiglianze (e non parlo solo degli autori originali di SB) e quando la cosa è stata fatta notare gli autori dei “Diaries” l’hanno presa in burletta, negando di essere a conoscenza dell’esistenza del progetto SB (cosa che risulta impossibile vista la netta sovrapposizione dei due progetti).
c)La netta mancanza di stile degli autori dei Diaries: sarebbe bastato veramente poco per uscirne da signori, ossia un riconoscimento della fonte precedente e sarebbe morta lì. Per l’amor di dio lo stesso Alessandro Girola (net-writer di cui parlo approfonditamente in un altro articolo del mio blog, nonchè promotore e creatore iniziale dl SB) afferma a chiare lettere il fatto di non essersi inventato nulla, ma ha l’onestà intellettuale di citare le fonti precedenti. Cosa che altri non hanno fatto.
d)L’uso distorto da parte dei gestori del blog dei “Survival Diaries” di parti di recensioni in rete (chiaramente negative) per trasformali in elogi. La cosa si commenta da sè e non vado oltre.

Considerazioni finali: ne sconsiglio la lettura e l’acquisto.

Considerazioni finali plus: sono convinto che ci sia un modo giusto nel comportarsi in rete, quelli dei “Survival Diaries” lo hanno infranto senza remora, ma rimango convinto che l’infamia durerà sempre un pò più a lungo. Per questo motivo non ho pubblicato la copertina dell’opera nè il link su dove scaricarla.

Considerazione legali finali: ci tengo a sottolinare come io non sia in nessun modo coinvolto nel progetto “Survival Blog”, se non come lettore. Diffido chiunque da utilizzare questa mia recensione (o parti di essa) in maniera impropria atta stravolgere il senso delle mie parole. Altri prima di me si sono dimostrati dei signori, io rassicuro tutti che non lo sono. Anzi sono uno sfigato, bastardo, stronzo e vendicativo…e avverto fin d’ora che sono prontissimo ad andare anche per vie legali, se fosse necessario. Sfido chiunque a mettermi alla prova.

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